Nostradamus e le Centurie: il medico di Provenza e le sue quartine

Michel de Nostredame, detto Nostradamus: la vita del medico di Salon, le edizioni delle Prophéties, la struttura delle Centurie e la loro fortuna.

Pochi nomi sono associati alla profezia quanto quello di Nostradamus, eppure dietro la leggenda c'è un uomo del Rinascimento ben documentato. Michel de Nostredame nacque a Saint-Rémy-de-Provence nel dicembre 1503 e morì a Salon-de-Provence il 2 luglio 1566. Fu medico, autore di almanacchi e compilatore di ricette cosmetiche e di confetture, e solo nell'ultima parte della vita divenne celebre per un libro di quartine oscure destinato a una fortuna straordinaria.

Il medico e gli almanacchi

Dopo studi all'università di Montpellier, Nostredame esercitò la medicina in diverse città del sud della Francia, in anni segnati da ripetute epidemie di peste. Si stabilì infine a Salon, dove si sposò in seconde nozze ed ebbe numerosi figli. Dall'inizio degli anni Cinquanta del Cinquecento cominciò a pubblicare almanacchi annuali con previsioni astrologiche, un genere molto diffuso all'epoca, che gli diedero una prima notorietà.

Fu in questo contesto che adottò la forma latinizzata del suo nome, Nostradamus. Gli almanacchi univano calendario, indicazioni meteorologiche e pronostici sugli eventi dell'anno, e lo resero noto anche presso la corte. Nel 1555 la regina Caterina de' Medici lo fece chiamare a Parigi, e nel 1564 il giovane re Carlo IX, in viaggio attraverso la Provenza, lo nominò medico ordinario del re.

Le Prophéties e la struttura delle Centurie

La prima edizione delle Prophéties uscì a Lione nel 1555 presso il tipografo Macé Bonhomme. Conteneva una prefazione indirizzata al figlio César e 353 quartine, raggruppate in tre «centurie» complete e parte di una quarta. Il termine centuria non indica dunque un secolo, come spesso si crede, ma un gruppo di cento quartine. Le edizioni successive ampliarono la raccolta fino a dieci centurie, per circa 940 quartine complessive.

L'edizione postuma del 1568 riunì il materiale in una forma considerata poi canonica, accompagnata da una lunga lettera dedicatoria al re Enrico II. Le quartine sono in francese, con frequenti parole latine, anagrammi, nomi geografici e allusioni mitologiche. Non seguono un ordine cronologico e raramente contengono date esplicite, il che le rende straordinariamente adattabili alle interpretazioni.

La fortuna delle quartine

La fama di Nostradamus crebbe dopo la morte di Enrico II, ferito mortalmente in un torneo nel 1559. Alcuni lettori collegarono l'evento alla quartina 35 della prima centuria, che parla di un giovane leone che supererà il vecchio in singolare duello. Il collegamento fu proposto a fatto avvenuto, come accadde in seguito per moltissime altre quartine applicate a rivoluzioni, guerre e sovrani.

Gli storici osservano che le Centurie risentono profondamente della cultura del loro tempo: guerre di religione, timore dei Turchi, astrologia, letture apocalittiche della storia. Molte immagini derivano da fonti antiche e da testi profetici precedenti. La loro vaghezza consente di trovarvi corrispondenze con quasi ogni evento, ed è proprio questa caratteristica ad averle mantenute in circolazione per quasi cinque secoli.

Nel corso del tempo sono state pubblicate innumerevoli edizioni, spesso con quartine aggiunte o alterate, e lo stesso nome di Nostradamus è diventato un sinonimo della profezia popolare. Guardare all'uomo storico, al medico provenzale che scriveva almanacchi e frequentava la corte dei Valois, aiuta a comprendere le Centurie come un documento del Cinquecento francese prima ancora che come un enigma sul futuro.