Capitolo III

Auguri e aruspici

La divinazione di Etruschi e Romani fu una scienza pubblica, praticata da sacerdoti esperti al servizio della comunità. Gli aruspici etruschi leggevano la volontà degli dèi nelle viscere degli animali sacrificati e nei fulmini, seguendo libri che la tradizione attribuiva al prodigioso Tagete. Gli auguri romani delimitavano nel cielo il templum con il lituo e osservavano il volo degli uccelli o il modo in cui mangiavano i polli sacri, per sapere se un'impresa era approvata dagli dèi. Questa sezione racconta la storia di queste pratiche attraverso le fonti antiche e i documenti archeologici: il fegato di bronzo di Piacenza, il Liber linteus di Zagabria, la leggenda di Romolo e Remo, i prodigi espiati dal Senato, l'avvertimento di Spurinna a Cesare, le critiche di Cicerone nel De divinatione. Il percorso si chiude con la lenta fine dell'aruspicina nel tardo impero, quando le leggi cristiane vietarono i sacrifici e la disciplina etrusca, dopo molti secoli di vita, scomparve.

IEtrusca disciplina: la scienza sacra dei segni diviniI · 3 min di letturaIITagete e Vegoia, i rivelatori della sapienza etruscaII · 3 min di letturaIIIIl fegato di Piacenza, mappa in bronzo del cielo etruscoIII · 3 min di letturaIVL'aruspicina: leggere il volere divino nelle viscere degli animaliIV · 3 min di letturaVI libri fulgurales e la dottrina etrusca dei fulminiV · 3 min di letturaVII libri rituales e la fondazione delle città secondo il rito etruscoVI · 3 min di letturaVIII saecula etruschi: il tempo dei popoli misurato dai prodigiVII · 3 min di letturaVIIIIl Liber linteus di Zagabria, l'unico libro sacro etrusco superstiteVIII · 3 min di letturaIXIl collegio degli auguri e il lituo, bastone ricurvo degli auspiciIX · 3 min di letturaXIl templum: lo spazio sacro tracciato nel cielo dagli auguriX · 3 min di letturaXII polli sacri e il tripudium, gli auspici portati in battagliaXI · 3 min di letturaXIIIl volo e il canto degli uccelli negli auspici romaniXII · 3 min di letturaXIIIRomolo e Remo e la contesa degli avvoltoi per fondare RomaXIII · 3 min di letturaXIVAtto Navio, l'augure che tagliò la cote con il rasoioXIV · 3 min di letturaXVProdigi e procuratio: come Roma rispondeva ai segni dell'ira divinaXV · 3 min di letturaXVIGli aruspici a Roma, dal Senato repubblicano alla riforma di ClaudioXVI · 3 min di letturaXVIISpurinna e le idi di marzo: il presagio che Cesare ignoròXVII · 3 min di letturaXVIIICicerone e il De divinatione: un augure contro la divinazioneXVIII · 3 min di letturaXIXObnuntiatio: quando gli auspici bloccavano le assemblee di RomaXIX · 2 min di letturaXXLa fine dell'aruspicina tra Costantino, Giuliano e AlaricoXX · 2 min di lettura