Oracoli antichi
Per oltre un millennio, nel Mediterraneo antico, re, città e semplici cittadini si rivolsero agli oracoli per conoscere la volontà degli dèi. Questa sezione ripercorre i santuari profetici più celebri e le fonti che li raccontano. A Delfi la Pizia parlava in nome di Apollo, mentre sul tempio erano incise le massime dei Sette Sapienti; a Dodona Zeus si esprimeva attraverso il fruscio di una quercia; nell'oasi di Siwa Alessandro Magno interrogò Ammone. Dalla Ionia di Claros e Didima alla Cuma della Sibilla, dai Libri sibillini custoditi sul Campidoglio alle sortes di Preneste, dall'antro di Trofonio all'oracolo dei morti di Efira, fino a Buto e al toro Apis in Egitto, ogni capitolo si basa su autori antichi come Erodoto, Pausania, Plutarco e Cicerone e sui risultati dell'archeologia. Leggende e credenze sono presentate come tali, per comprendere che cosa gli antichi cercassero nella parola profetica e perché, a un certo punto, gli oracoli tacquero.