Buto, l'oracolo più venerato d'Egitto secondo Erodoto

L'oracolo della dea cobra Uadjet a Buto, nel delta del Nilo: le profezie a Micerino e a Cambise, l'isola galleggiante di Chemmis e il racconto di Erodoto.

Quando Erodoto visitò l'Egitto, nel V secolo a.C., cercò di capire quale fosse l'oracolo più rispettato dagli Egiziani. La risposta che ricevette lo condusse nel delta del Nilo, alla città di Buto, sede di un santuario della dea che i Greci identificavano con Leto. Lo storico vi dedica diverse pagine del secondo libro, mescolando osservazioni dirette, racconti dei sacerdoti e leggende che egli stesso dichiara di non poter verificare.

La città della dea cobra

Il nome greco Buto deriva dall'egiziano Per-Uadjet, «casa di Uadjet». Uadjet era la dea cobra protettrice del Basso Egitto, raffigurata sulla fronte dei faraoni insieme all'avvoltoio dell'Alto Egitto. La città, identificata con l'attuale sito di Tell el-Fara'in, era formata in origine da due centri vicini, Pe e Dep, ed ebbe grande importanza religiosa fin dalle epoche più antiche della storia egiziana.

Erodoto descrive il tempio della dea come grandioso, con propilei alti dieci orge. Ciò che lo stupì maggiormente fu però una cappella ricavata da un unico blocco di pietra, enorme in ogni dimensione, e chiusa da un altro blocco che faceva da tetto. Lo storico la considera la meraviglia più grande tra le cose che vide in quel santuario.

Responsi per i faraoni

Diversi episodi narrati da Erodoto ruotano intorno a profezie di Buto. Al faraone Micerino, il costruttore della terza piramide di Giza, l'oracolo annunciò che sarebbe vissuto soltanto sei anni. Il re, sentendosi trattato ingiustamente, avrebbe acceso lampade ogni notte per vivere giorno e notte senza sosta, raddoppiando così, secondo il racconto, il tempo concessogli. È naturalmente una tradizione leggendaria.

Più vicino alla storia politica è il responso dato a Psammetico I. Secondo Erodoto, l'oracolo gli predisse che la vendetta sarebbe venuta dal mare, quando fossero apparsi uomini di bronzo. Poco dopo sbarcarono in Egitto pirati ioni e cari vestiti di armature bronzee, e Psammetico li prese al suo servizio, conquistando con il loro aiuto il potere su tutto il paese.

La profezia di Cambise e l'isola galleggiante

Anche il conquistatore persiano Cambise, secondo Erodoto, aveva ricevuto da Buto un responso: sarebbe morto a Ecbatana. Egli pensava alla capitale della Media, ma quando si ferì mortalmente in Siria apprese che il villaggio in cui si trovava si chiamava proprio Ecbatana. È un esempio tipico dell'ambiguità che i Greci attribuivano agli oracoli, e che ritroviamo in molte storie simili.

Presso Buto si trovava inoltre l'isola di Chemmis, che secondo gli Egiziani galleggiava sulle acque di un lago. Il mito narrava che lì la dea avesse nascosto e protetto il giovane Horo, che i Greci identificavano con Apollo. Erodoto, con onestà, ammette di non aver visto l'isola muoversi e di essersi stupito nel sentire che un'isola potesse davvero galleggiare.

Il racconto di Erodoto sull'oracolo di Buto unisce informazioni preziose e storie meravigliose. Gli scavi a Tell el-Fara'in hanno confermato l'antichità e l'importanza del sito, mentre i dettagli sul funzionamento dell'oracolo restano in gran parte affidati alle pagine dello storico di Alicarnasso. Nessun testo egiziano finora noto descrive con la stessa vivacità le consultazioni che vi si svolgevano.