Thomas the Rhymer, il poeta scozzese tornato dal regno delle fate
Thomas di Erceldoune, detto the Rhymer: il personaggio storico del Duecento, la regina degli Elfi presso le Eildon Hills e la morte di Alessandro III.
Nella Scozia medievale il più celebre dei profeti non era un santo né un astrologo, ma un poeta di cui si raccontava che avesse vissuto sette anni nel regno delle fate. Thomas di Erceldoune, noto come Thomas the Rhymer o True Thomas, è una di quelle rare figure leggendarie di cui è documentata anche l'esistenza storica, e la sua fama di veggente ha accompagnato la storia scozzese per secoli.
Un uomo del Duecento
Erceldoune corrisponde all'odierna Earlston, nel Berwickshire, nella regione dei Borders. Thomas compare come testimone in documenti del XIII secolo, e un atto del 1294 menziona un suo figlio ed erede, il che colloca la sua vita grosso modo nei decenni centrali e finali del Duecento. A Earlston una rovina è indicata dalla tradizione locale come la sua torre.
Di lui non si conservano con certezza opere poetiche. Alcuni autori medievali lo associavano alla leggenda di Tristano, e un poema inglese su Tristrem fu più tardi collegato al suo nome, ma l'attribuzione è controversa. Ciò che rimase vivo nei secoli fu soprattutto la sua reputazione di uomo che conosceva il futuro e diceva sempre il vero.
La profezia sulla morte di Alessandro III
Il cronista Walter Bower, nello Scotichronicon composto nel XV secolo, riferisce l'episodio più famoso. Il giorno prima della morte di re Alessandro III, avvenuta nel marzo 1286 quando il sovrano cadde da cavallo durante una notte di tempesta presso Kinghorn, Thomas avrebbe annunciato al conte di March che l'indomani, prima di mezzogiorno, si sarebbe abbattuta sulla Scozia la più grande tempesta che il paese avesse mai conosciuto.
La mattina seguente trascorse serena, e il conte stava per deridere il veggente quando giunse la notizia della morte del re. La tempesta annunciata non era dunque un fenomeno atmosferico, ma la crisi dinastica che avrebbe condotto, pochi anni dopo, alle guerre d'indipendenza contro l'Inghilterra. Il racconto, scritto più di un secolo dopo, mostra come la figura di Thomas fosse già divenuta un'autorità profetica nazionale.
La regina degli Elfi
La leggenda delle origini del suo dono è narrata in un romanzo in versi inglese conservato in manoscritti del XV secolo e, più tardi, nella ballata nota come Thomas Rymer. Mentre riposava sotto un albero presso le Eildon Hills, Thomas vide avvicinarsi una dama splendida su un cavallo bianco: era la regina del paese degli Elfi. La seguì nel suo regno, dove trascorse quelli che gli sembrarono pochi giorni, ma che in realtà furono anni.
Al momento del ritorno, nella versione della ballata, la regina gli fece dono di una lingua che non poteva mentire, ragione del soprannome True Thomas. Nel romanzo la dama gli rivela anche una serie di profezie sulle guerre tra Scozia e Inghilterra. Secondo la tradizione, un giorno Thomas sarebbe tornato nel regno fatato al richiamo di un cervo e di una cerva, scomparendo per sempre.
Nel corso dei secoli le profezie di Thomas furono raccolte, ampliate e stampate, soprattutto in momenti di crisi come l'unione delle corone del 1603, quando i lettori vi cercarono l'annuncio di un unico re per tutta la Britannia. All'inizio dell'Ottocento Walter Scott ne pubblicò la ballata nella sua raccolta di canti dei Borders, consegnando True Thomas alla cultura romantica europea.