Il papiro dei sogni Chester Beatty e l'interpretazione onirica in Egitto
Il papiro Chester Beatty III, da Deir el-Medina, è il più antico libro dei sogni egizio noto: struttura, inchiostro rosso, seguaci di Horo e di Seth.
Il più antico manuale di interpretazione dei sogni giunto fino a noi non è greco ma egizio. Si tratta del cosiddetto papiro Chester Beatty III, oggi conservato al British Museum di Londra, un rotolo copiato più di tremila anni fa nel villaggio degli artigiani che costruivano le tombe dei faraoni. Il suo contenuto mostra che già in epoca ramesside esisteva una tradizione scritta e organizzata di lettura dei sogni.
Un rotolo da Deir el-Medina
Il papiro proviene da Deir el-Medina, sulla riva occidentale di Tebe, dove viveva la comunità di scribi, pittori e scalpellini impiegati nella Valle dei Re. Faceva parte di un archivio familiare appartenuto, tra gli altri, allo scriba Qenherkhepeshef, vissuto tra la XIX e la XX dinastia. Il collezionista Alfred Chester Beatty lo acquistò nel Novecento e lo donò al museo londinese.
La copia risale probabilmente al regno di Ramesse II, nel XIII secolo avanti Cristo. Alcuni studiosi hanno ipotizzato, sulla base della lingua, che il testo derivi da un originale più antico, forse del Medio Regno, ma la questione resta aperta. Sul retro dello stesso rotolo si trova, tra l'altro, una copia del poema sulla battaglia di Qadesh.
Come è costruito il libro
Il manuale è organizzato in colonne di brevi voci, tutte costruite sullo stesso schema: «Se un uomo si vede in sogno» mentre compie una certa azione, segue il giudizio, buono o cattivo, e infine la spiegazione. Così, per esempio, vedersi in sogno mentre si mangia una certa carne o si guarda in un pozzo profondo poteva annunciare una sorte favorevole o una disgrazia.
Le interpretazioni giudicate sfavorevoli sono spesso scritte con inchiostro rosso, il colore che nella scrittura egizia era associato al pericolo e al dio Seth. Molte spiegazioni si basano su giochi di parole tra il nome dell'oggetto sognato e quello dell'evento annunciato, un procedimento che si ritroverà secoli dopo anche in Artemidoro.
Seguaci di Horo e seguaci di Seth
Una sezione del testo distingue tra gli uomini che seguono Horo e quelli che appartengono a Seth, il dio del disordine e della violenza. I sogni di questi ultimi sono interpretati diversamente e il loro carattere è descritto in termini negativi: litigiosi, ribelli, inclini all'eccesso. È un esempio precoce dell'idea che il significato di un sogno dipenda dalla persona che lo fa.
La documentazione egizia non si limita a questo papiro. Sulla cosiddetta Stele del sogno, collocata tra le zampe della Sfinge di Giza, il faraone Thutmose IV fece raccontare di aver sognato il dio, che gli prometteva il regno se avesse liberato la statua dalla sabbia. Nei templi di epoca tarda erano attivi anche sacerdoti incaricati di interpretare i sogni dei fedeli.
Il papiro Chester Beatty ci restituisce così un aspetto concreto della vita quotidiana egizia: l'idea che la notte portasse messaggi e che esistessero libri per decifrarli. Il fatto che un simile testo circolasse in un villaggio di artigiani, e non solo nei templi, mostra quanto queste credenze fossero diffuse. Lo consultavano scribi che, al mattino, tornavano al lavoro nelle tombe dei re.