I sogni nel Nuovo Testamento: Giuseppe, i Magi e la moglie di Pilato
Nel Vangelo di Matteo i sogni guidano Giuseppe e i Magi; la moglie di Pilato soffre in sogno per Gesù. Un percorso tra i sogni del Nuovo Testamento.
Rispetto all'Antico Testamento, il Nuovo Testamento parla di sogni con maggiore sobrietà, ma alcuni episodi sono rimasti tra i più noti della tradizione cristiana. Quasi tutti si concentrano nel Vangelo di Matteo, che usa il sogno come mezzo attraverso cui Dio guida i protagonisti nei momenti di pericolo. Il libro degli Atti degli Apostoli, invece, preferisce parlare di visioni notturne, avvicinandosi al linguaggio dei profeti e mostrando come la prima comunità cristiana considerasse l'esperienza onirica un possibile luogo di rivelazione.
I quattro sogni di Giuseppe
Nei primi due capitoli del suo Vangelo, Matteo racconta che Giuseppe, promesso sposo di Maria, ricevette per quattro volte un messaggio in sogno. Nel primo, un angelo lo invita a non temere di prendere con sé Maria, incinta per opera dello Spirito Santo. Il personaggio, che porta lo stesso nome del grande sognatore della Genesi, sembra richiamarne volutamente la figura.
Nel secondo sogno l'angelo gli ordina di fuggire in Egitto con il bambino e la madre, per sottrarlo a Erode. Nel terzo, dopo la morte del re, gli annuncia che è possibile tornare nella terra d'Israele. Nel quarto, infine, Giuseppe viene avvertito di evitare la Giudea, governata da Archelao, e si stabilisce a Nazaret, in Galilea. In nessun caso il sogno ha bisogno di un interprete: il messaggio è chiaro e Giuseppe obbedisce subito.
L'avvertimento ai Magi
Anche i Magi venuti dall'Oriente, dopo aver adorato il bambino a Betlemme, ricevono in sogno l'avvertimento di non tornare da Erode e fanno ritorno al loro paese per un'altra strada. Il dettaglio è significativo, perché i Magi erano probabilmente immaginati come sapienti persiani o babilonesi, esperti di astri e di segni, cioè proprio di quelle arti divinatorie che la Bibbia guardava con sospetto.
Nell'arte medievale l'episodio ebbe grande fortuna. Un celebre capitello della cattedrale di Autun, in Borgogna, scolpito nel XII secolo e attribuito allo scultore Gislebertus, mostra i tre Magi addormentati sotto un'unica coperta, mentre un angelo tocca la mano di uno di loro e indica la stella. La scena, semplice e affettuosa, è tra le più amate della scultura romanica francese.
Il sogno della moglie di Pilato
Un altro sogno compare nel racconto della Passione. Mentre Pilato siede in tribunale, la moglie gli manda a dire di non avere a che fare con quell'uomo giusto, perché quel giorno ha molto sofferto in sogno a causa sua (Matteo 27,19). Il Vangelo non dice altro, ma la tradizione successiva ha dato un nome alla donna, Claudia Procula, e in alcune Chiese orientali è venerata come santa.
Negli Atti degli Apostoli Pietro, nel giorno di Pentecoste, cita il profeta Gioele: i giovani avranno visioni e gli anziani faranno sogni. Più avanti Paolo vede di notte un uomo macedone che lo prega di passare in Macedonia, e da quella visione nasce la prima missione cristiana in Europa. Si tratta di un passaggio decisivo nel racconto di Luca.
Per i Padri della Chiesa questi episodi confermavano che Dio poteva servirsi del sonno per parlare agli uomini. Allo stesso tempo, autori come Gregorio Magno invitavano alla prudenza, distinguendo i sogni che vengono da Dio da quelli nati dalla fame, dalla sazietà o dalle illusioni, una distinzione che avrebbe accompagnato la riflessione cristiana per secoli.